Wichtiger Hinweis:
Diese Website wird in älteren Versionen von Netscape ohne graphische Elemente dargestellt. Die Funktionalität der Website ist aber trotzdem gewährleistet. Wenn Sie diese Website regelmässig benutzen, empfehlen wir Ihnen, auf Ihrem Computer einen aktuellen Browser zu installieren.
Zurück zur Einstiegsseite Drucken
Gr÷ssere Schrift
 
Tribunale federale
Tribunal federal
 
{T 0/2}
7B.181/2006 /viz
 
Sentenza del 26 ottobre 2006
Camera delle esecuzioni e dei fallimenti
 
Composizione
Giudici federali Hohl, presidente,
Meyer, Marazzi,
cancelliere Piatti.
 
Parti
A.________,
ricorrente,
 
contro
 
Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autoritÓ di vigilanza, via Pretorio 16, 6901 Lugano.
 
Oggetto
ricorso,
 
ricorso LEF contro la sentenza emanata il
21 settembre 2006 dalla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autoritÓ di vigilanza.
 
Ritenuto in fatto e considerando in diritto:
1.
Con sentenza 21 settembre 2006 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autoritÓ di vigilanza, ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato da A.________. L'autoritÓ di vigilanza ha ritenuto che la motivazione del gravame non soddisfa i requisiti di motivazione posti dall'art. 7 cpv. 3 della legge ticinese sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento (LPR).
2.
Con scritto 5 ottobre 2006, intitolato "RICORSO", A.________ lamenta che non le sono state fornite le spiegazioni chieste con riferimento alla sua situazione debitoria ed al calcolo del suo minimo esistenziale e formula sette domande.
3.
Giusta l'art. 19 cpv. 1 LEF la decisione dell'autoritÓ superiore di vigilanza pu˛ essere deferita al Tribunale federale entro dieci giorni dalla notificazione per violazione del diritto federale o dei trattati conclusi dalla Confederazione, come pure per eccesso o abuso nell'apprezzamento. Con un siffatto rimedio non pu˛ per contro essere fatta valere la violazione di diritto cantonale (DTF 125 III 247). Un'eventuale applicazione arbitraria del diritto cantonale dev'essere sollevata con un ricorso di diritto pubblico.
 
Ora, spetta in linea di principio ai Cantoni di stabilire la procedura innanzi alle proprie autoritÓ e quindi anche di disciplinare i requisiti di motivazione di un rimedio all'autoritÓ di vigilanza (art. 20a cpv. 3 LEF). PoichÚ la decisione impugnata Ŕ in concreto fondata sul diritto procedurale cantonale, il ricorso ai sensi dell'art. 19 cpv. 1 LEF si rivela di primo acchito inammissibile.
4.
Atteso che il gravame non contiene alcuna censura riferita alla sentenza impugnata ed Ŕ quindi privo di una motivazione che soddisfa i severi requisiti posti dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, risulta esclusa una conversione d'ufficio dell'impugnativa in un ricorso di diritto pubblico.
 
Per questi motivi, la Camera pronuncia:
1.
Il ricorso Ŕ inammissibile.
2.
Comunicazione alla ricorrente, all'Ufficio esecuzione e fallimenti di Lugano e alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autoritÓ di vigilanza.
Losanna, 26 ottobre 2006
In nome della Camera delle esecuzioni e dei fallimenti
del Tribunale federale svizzero
La presidente: Il cancelliere:
 
 
 
Drucken nach oben