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Scrittura aggrandita
 
Intestazione

99 III 51


11. Estratto della sentenza 13 dicembre 1973 nella causa Carminati

Regesto

Esecuzione contro un'ereditÓ. Art. 49 e 65 cpv. 3 LEF.
L'ufficio che riceve una domanda d'esecuzione contro un'ereditÓ deve accertarsi che questa non sia giÓ stata liquidata d'ufficio e, in tal caso, rifiutarsi di dar corso alla domanda. Non Ŕ invece tenuto a direttamente assicurarsi se la divisione non sia in altro modo giÓ avvenuta, ma quando la persona a cui Ŕ stato notificato il precetto lo afferma, esso e, in sede di reclamo, l'autoritÓ di vigilanza devono tener conto delle prove al riguardo prodotte e. in assenza di prove, invitare l'interessato a produrle.

Considerandi da pagina 51

BGE 99 III 51 S. 51
I presupposti per potere escutere un'ereditÓ sono stabiliti dalla LEF (art. 49 LEF). Certo che per decidere se tali presupposti sono adempiuti, occorre anzitutto accertare delle situazioni di diritto civile, a sapere cioŔ se la successione non sia giÓ stata divisa, se non sia stata stipulata una indivisione, o se non sia stata ordinata la liquidazione d'ufficio. Ma questo non Ŕ l'unico caso in cui le autoritÓ d'esecuzione debbono esprimersi su questioni attinenti al diritto civile. ╚ cosi, ad esempio, quando, dovendo stabilire il salario pignorabile del marito (art. 93 LEF), l'ufficiale d'esecuzione esige la contribuzione della moglie agli oneri dell'economia coniugale (art. 242 e 246 CC). Nel caso dell'art. 49 LEF il potere decisorio dell'ufficio Ŕ anzi di minore
BGE 99 III 51 S. 52
portata: si tratta solo di stabilire se una determinata situazione di diritto Ŕ stata regolata. Trattasi quindi di una norma non di diritto materiale, ma di diritto esecutivo applicabile d'ufficio (RU 38 I 247/248) e invocabile nel procedimento davanti all'autoritÓ di vigilanza (J─GER, n. 1 all'art. 69; indirettamente anche RU 72 III 34/35, 87 III 74).
Ricevuta una domanda d'esecuzione contro un'ereditÓ, l'ufficiale deve pertanto accertarsi se non sia stata effettuata una liquidazione d'ufficio (RU 72 III 34/35, 87 III 74) e in tal caso rifiutarsi di dar corso all'esecuzione (RU 87 III 74, 72 III 35), rispettivamente annullare l'esecuzione giÓ notificata (RU 72 III 34/35.)
Non si pu˛ invece pretendere che, per ogni domanda di esecuzione diretta contro un'ereditÓ, l'ufficiale provveda ad accertarsi d'ufficio che la divisione non sia giÓ avvenuta. Se la domanda precisa l'ereditÓ e il rappresentante o l'erede al quale il precetto deve essere notificato (art. 65 cpv. 3 LEF), l'ufficio provvederÓ a redigere il precetto e a farlo notificare. Ma quando la persona a cui fu notificato fa valere che l'ereditÓ, essendo stata divisa, pi¨ non esiste, l'ufficio e, in sede di reclamo, l'autoritÓ di vigilanza, devono perlomeno tener conto delle prove prodotte dal reclamante e, in assenza di tali prove, invitare questo ultimo a produrle.

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referenza

Articolo: Art. 49 e 65 cpv. 3 LEF, art. 242 e 246