Avviso importante:
Le versioni vecchie di Netscape non sono in grado di mostrare i grafici. La funzionalità della pagina web è comunque garantita. Se volesse utilizzare frequentemente questa pagina, le raccomandiamo di installare un browser aggiornato.
Ritorno alla pagina principale Stampare
Scrittura aggrandita
 
Intestazione

99 IV 208


48. Estratto della sentenza 14 settembre 1973 della Corte di cassazione penale nella causa G. contro E.

Regesto

Art. 123 e 125 CD. Lesioni corporali.
1. Queste disposizioni tutelano sia il corpo o la salute sia l'integritÓ corporale (consid. 2).
2. Ogni trattamento medico, ledente l'integritÓ corporale o la salute, adempie la fattispecie delle lesioni corporali. Il medico va tuttavia esente da colpa se ha agito con il consenso del paziente o sulla base di circostanze scriminanti (consid. 3 e 4).

Fatti da pagina 208

BGE 99 IV 208 S. 208

A.- G. Ŕ stato ricoverato presso l'ospedale neuropsichiatrico cantonale di Mendrisio il 26 aprile 1972 e vi Ŕ rimasto fino al 15 luglio 1972. Durante il ricovero, il personale sanitario gli fece delle iniezioni conformemente alle istruzioni e agli ordini del medico, direttore dell'istituto.

B.- Il 26 luglio 1972, G. ha interposto querela penale contro il medico E. che, avendo ordinato le anzidette iniezioni malgrado la sua opposizione, si sarebbe reso colpevole di lesioni semplici (art. 123 CP) o colpose (art. 126) o, eventualmente, di lesioni gravi.
Con decreto 27 ottobre 1972, il Procuratore pubblico della giurisdizione sottocenerina ha abbandonato il procedimento penale, giudicando che gli atti addebitati al medico non potevano, in virt¨ dell'art. 32 CP, costituire reato, perchŔ effettuati nell'ambito del suo dovere professionale, nel quale rientrava "l'adozione di ogni mezzo terapeutico adeguato e conforme alle regole delle arti sanitarie".
BGE 99 IV 208 S. 209
Con decisione 14 maggio 1973, la Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello respingeva l'istanza di apertura dell'istruzione formale proposta dal querelante.

D.- G. ha interposto al Tribunale federale un ricorso per cassazione, mediante il quale chiede che la decisione cantonale venga annullata e gli atti rimandati all'autoritÓ cantonale perchŔ provveda a pronunciare un nuovo giudizio e a disporre l'apertura dell'istruzione formale.
Il Procuratore pubblico ha proposto di respingere il ricorso. Da parte sua, il dott. E. si Ŕ limitato a produrre l'incartamento medico del ricorrente.

Considerandi

Considerando in diritto:

2. Secondo gli art. 123 e 125 CP Ŕ punibile sia chi cagiona un danno al corpo sia chi lo cagiona all'integritÓ corporale. Ci˛ risulta in modo univoco dallo stesso testo legale. In particolare il testo francese, con la locuzione "atteinte Ó l'intÚgritÚ corporelle ou Ó la santÚ", esprime in modo inequivocabile che sono protette tanto l'incolumitÓ corporale quanto la salute. La posizione alternativa del danneggiamento al corpo o alla salute, risultante dai testi italiano e tedesco ("un danno ... al corpo o alla salute"; "an K÷rper oder Gesundheit schńdigt") non consente anche per le versioni italiana e tedesca della legge una diversa conclusione. L'integritÓ corporale Ŕ per se stessa protetta. Il suo danneggiamento Ŕ punibile anche nel caso che non sia collegato con un danno alla salute. Indirettamente, ci˛ Ŕ stato espresso, in interpretazione dell'art. 134 CP, giÓ nelle sentenze pubblicate nella RU 80 IV 107 e 85 IV 126: le lesioni semplici che non comportano danno alla salute adempiono solo gli art. 123 e 125 cpv. 1 CP; non possono conseguire una punizione secondo l'art. 134 num. 1 cpv. 1 CP, perchŔ questa prescrizione legale presuppone un danno o un grave pericolo per la salute. Che l'integritÓ corporale sia un bene protetto in modo indipendente Ŕ peraltro riconosciuto dalla dottrina preponderante; cfr. THORMANN/VON OVERBECK all'art. 122 n. 1; LOGOZ, all'art. 122 n. 1 p. 41; SCHWANDER, N. 518; in principio anche STRATENWERTH, BT I p. 57 ss. Solo HAFTER (BT S 30 ss) sembra esigere un danno alla salute.
Qualora l'intervento sul corpo sia di poco conto e non pregiudichi neppure la salute, si ha vie di fatto (art. 126; RU 72 IV 21 consid. 1), perseguibili solo se intenzionali: la distinzione fra
BGE 99 IV 208 S. 210
lesioni corporali e semplici vie di fatto Ŕ questione di misura e lascia un certo spazio ad un ragionevole apprezzamento.

3. Una parte della dottrina si esprime nel senso che l'intervento medico, eseguito a regola d'arte, non adempie mai la fattispecie delle lesioni corporali; cosý GERMANN, Das Verbrechen, p. 239, n. 4; STRATENWERTH, BT, vol. 1, p. 59, con riferimento a STOOS e NOLL. Ci˛ stante sfuggirebbe a punizione anche un pericoloso intervento chirurgico, effettuato senza il dovuto consenso e che andasse fallito, ritenuto che l'operazione sia stata eseguita a regola d'arte e che sia stata medicalmente giustificata dalla malattia o dalla ferita diagnosticate, nonchŔ dall'intento di perlomeno prolungare la vita al paziente.
Per una siffatta limitazione della fattispecie, la legge non contiene alcun punto d'appoggio. A prescindere dal fatto che non esiste un diritto del medico all'esecuzione di un suo intervento, nulla pu˛ essere dedotto per questa tesi dall'art. 181 ss CP. Le relative norme tutelano infatti la libertÓ e non l'integritÓ corporale. Non presentano neppure una sufficiente protezione del paziente contro arbitrari interventi medici, nŔ contro siffatti interventi, ai quali il paziente abbia acconsentito sia perchŔ non reso edotto o insufficientemente informato sulla gravitÓ dell'intervento, sia perchŔ l'abbia ritenuto urgente, sia infine semplicemente perchŔ era erroneamente convinto di doverlo sopportare anche contro la sua espressa volontÓ; e ci˛ pure qualora nei suoi confronti non sia stata esercitata violenza nŔ profferita grave minaccia nel senso dell'art. 181 CP. La situazione giuridica Ŕ diversa negli ordinamenti in cui l'intervento intrapreso a mero giudizio del medico Ŕ disciplinato da una fattispecie speciale, onde se ne pu˛ inferire che le anzidette lesioni all'integritÓ corporale e gli eventuali pregiudizi che ne derivano, non sono sussumibili alla fattispecie generale di lesioni corporali; com,Ŕ il caso ad esempio nel diritto austriaco (ž 499 a CP; RITTLER, Lehrbuch des oesterreichischen Strafrechts, BT p. 87 ss).
Il diritto svizzero difetta di una siffatta regolamentazione speciale, per cui nel caso di interventi medici che danneggiano l'integritÓ corporale o la salute, l'adempimento della fattispecie di lesioni corporali deve essere ammesso. Si deve tuttavia pure esaminare se l'atto controverso non sia giustificato da circostanze scriminanti o sia esente da colpa. In punto a queste circostanze, esaminano la punibilitÓ di interventi sanitari anche THORMANN/VON OVERBECK, art. 39 n. 9; HAFTER, AT p. 165;
BGE 99 IV 208 S. 211
LOGOZ, art. 32 n. 4; SCHULTZ, AT vol. 1, p. 160 ss, 169; SCHWANDER, N. 175 p. 87. Di regola, Ŕ di importanza determinante il consenso del paziente, se pu˛ esser richiesto, e in quanto speciali norme di natura sanitaria o uno stato di necessitÓ non consentano un intervento contro la volontÓ dell'interessato. La questione Ŕ regolata in questo ordine di idee anche nel diritto italiano (cfr. Disegno di legge p. 6/7, F. ANTOLISEI: Manuale di diritto penale, parte generale, V edizione p. 232 ss). Malgrado la forte opposizione espressa nella dottrina, la giurisprudenza germanica, con la RGSt 25 p. 375 e successivamente, ha stabilito il principio che ogni intervento medico, ledente l'integritÓ del corpo, adempie la fattispecie di lesioni corporali e pu˛ essere giustificato solo con il consenso, espresso o presunto, del paziente (SCHÍNKE/SCHRÍDER, ž 223 n. 8 e 20, con riferimento fra altro a BGH NJW 1956 p. 1106, BGHSt vol. 11 p. 111, DLG Hamm MDR 1963 p. 520).

4. L'autoritÓ cantonale ha rifiutato l'apertura di un'istruzione formale, argomentando che non risulterebbe alcun indizio per concludere che il medico non avrebbe rispettato le regole della deontologia professionale. PoichŔ la terapia non ha comportato gravi alterazioni fisiologiche permanenti - ha aggiunto la Corte cantonale - il consenso dell'interessato era risultato superfluo e il trattamento effettuato non Ŕ perseguibile penalmente (consid. 2-4 del decreto impugnato).
Tenuto conto dei principi suesposti, questa opinione non pu˛ essere condivisa. Un trattamento medico, anche se non comporta alterazioni permanenti, presuppone, di massima, il consenso, espresso o tacito, del paziente che ha capacitÓ di discernimento o del suo rappresentante legale. Se il consenso non Ŕ dato, necessita una circonstanza di giustificazione, come ad esempio una gestione d'affari senza mandato, lo stato di necessitÓ o una valida disposizione di un'autoritÓ che trovi fondamento in una legge. Se il paziente si oppone ad un trattamento non imposto per legge, all'urgenza dell'intervento devono essere poste rigorose esigenze. Ci˛ vale anche per le iniezioni, che si realizzano mediante l'intromissione nel corpo di sostanze estranee aventi spesso notevoli conseguenze. Esse rappresentano, in piena forma, perlomeno una lesione dell'integritÓ corporale nel senso degli art. 123 e 125 cpv. 1 CP.

5. Il decreto impugnato deve perci˛ essere annullato. Nell'istruttoria deve essere chiarito se sono adempiuti i presupposti
BGE 99 IV 208 S. 212
delle fattispecie delle lesioni intenzionali o colpose, eventualmente delle vie di fatto. Deve inoltre essere accertato se la punibilitÓ non venga a mancare, perchŔ il medico o il personale dipendente dal medesimo andrebbe esente da punizione per circostanze che excludono l'illegalitÓ o la colpa.

Dispositivo

Il Tribunale federale pronuncia:
Il ricorso Ŕ accolto; la decisione impugnata annullata e gli atti rimandati all'autoritÓ cantonale per nuovo giudizio nel senso dei considerandi.

contenuto

documento intero
regesto: tedesco francese italiano

Fatti

Considerandi 2 3 4 5

Dispositivo

referenza

Articolo: art. 123 e 125