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Scrittura aggrandita
 

Regesto

Questo riassunto esiste solo in francese.

  SUISSE: Art. 10 CEDH. Interdiction d'une campagne d'affichage du "Mouvement raëlien suisse" sur le domaine public.

  La campagne litigieuse visait à attirer l'attention du public sur les idées et les activités d'un groupe à connotation censément religieuse, entendant véhiculer un message prétendument transmis par des extra-terrestres et mentionnant à cette fin un lien internet. Le discours de la requérante, porteur d'un certain prosélytisme, s'apparente davantage à un discours commercial que politique, et la marge d'appréciation de l'Etat est donc plus large pour déterminer si une affiche peut être autorisée sur le domaine public (ch. 62 - 66).
Afin d'établir si l'ingérence est proportionnée aux buts de prévention du crime, de protection de la santé, de la morale et des droits d'autrui, la Cour examine, à l'instar des juridictions internes, l'affiche et le contenu du site auquel elle renvoie en caractères gras. Cinq juridictions internes ont soigneusement justifié le refus d'affichage en raison de la promotion du clonage humain et de la géniocratie, ainsi que de la possibilité que le discours de la requérante engendre des abus sexuels sur mineurs. La Cour estime au vu de l'ensemble de la situation que le refus était indispensable au regard des buts poursuivis. En outre, la limitation de la restriction au seul affichage sur le domaine public réduisait au minimum l'ingérence, puisque la requérante pouvait continuer à diffuser ses idées par son site internet ou d'autres moyens de communication. L'interdiction de la campagne n'était dès lors pas disproportionnée (ch. 69 - 77).
Conclusion: non-violation de l'art. 10 CEDH.
  Eu égard à ce constat, la Cour ne se prononce pas sur le terrain de l'art. 9 CEDH (ch. 80).

N.B. Cet arrêt de la Grande Chambre fait suite à la décision d'une chambre, qui était parvenue à la même conclusion par arrêt du 13.01.2011.



Sintesi dell'UFG
(3° rapporto trimestriale 2012)

Libertà di espressione (art. 10 CEDU); vietata una campagna di affissione in luoghi pubblici.

Il caso riguarda il rifiuto delle autorità di autorizzare il Movimento Raeliano Svizzero ad affiggere manifesti raffiguranti extraterresti e un disco volante a causa delle attività dell'organizzazione, considerate immorali. Con sentenza del 13 gennaio 2011, una Camera della Corte ha stabilito che l'articolo 10 non è stato violato. Il collegio della Grande Camera ha accolto l'istanza di rinvio del richiedente.

La Grande Camera ha constatato che le esternazioni dell'associazione ricorrente sono di carattere pubblicitario e commerciale visto che il suo sito Internet è più orientato al proselitismo che all'analisi delle questioni politiche svizzere. Pertanto, la Svizzera dispone di un maggiore margine discrezionale per limitare la libertà di espressione negli ambiti suscettibili di offendere la morale o la religione. La Corte ha sottolineato che l'efficacia del controllo giurisdizionale da parte dei giudici svizzeri è fuori discussione. I cinque tribunali che si sono occupati del caso non si sono limitati ad analizzare i manifesti destinati all'affissione, ma hanno esaminato anche il contenuto del sito giustificando detta16354/06gliatamente il divieto di affissione per le idee favorevoli alla clonazione umana e alla "gerocrazia" propugnate dall'associazione, le cui affermazioni lasciano trapelare anche probabili abusi sessuali su minorenni commessi da alcuni membri. La Corte è inoltre del parere che limitare il divieto di affissione solamente ai luoghi pubblici riduce al minimo l'ingerenza nei diritti del Movimento Realiano che di fatto può continuare a diffondere le proprie idee attraverso il suo sito o la distribuzione di volantini. Nessuna violazione (nove voti contro otto).

contenuto

decisione CorteEDU intera
regesto (francese)

referenze

Articolo: Art. 10 CEDH, art. 9 CEDH